L'informatica ha raggiunto oramai un tale livello di pervasività nei meccanismi di funzionamento di un'organizzazione che è difficile analizzarla separatamente dai processi aziendali ai quali dovrebbe essere a supporto.
Purtroppo – e soprattutto nelle aziende medio-piccole - l'introduzione di strumenti e sistemi informatici nell'organizzazione risponde alla domanda “Cosa mi offre il mercato?” o peggio: ”Cosa può offrirmi il fornitore di fiducia?” Accontentandosi poi troppo spesso di farsi vendere strumenti di automazione di ufficio, che non portano a benefici specifici alla propria organizzazione.
Con queste premesse, è ovviamente difficile focalizzare le necessità reali dell'azienda o, meglio, il miglioramento complessivo delle prestazioni dell'azienda, con l'introduzione di soluzioni tecnologiche appropriate.
Una difficoltà aumentata, di solito, dalla scarsa competenza specifica da parte dei fornitori dei meccanismi dell'azienda, e al contempo delle evoluzioni tecnologiche che non fanno parte del loro business.
Per comprenderle meglio sarebbe perciò importante rivisitare i processi di funzionamento di un'organizzazione, per evidenziare le aree nelle quali l'introduzione o la modifica di strumenti informatici può portare benefici sia agli utilizzatori, sia ai processi nel loro complesso.
Talvolta ciò non è possibile, poiché molto spesso la “missione” per il consulente è quella di occuparsi di “informatica” e non dei processi aziendali che questa dovrebbe e potrebbe supportare.
A cosa serve allora un vero consulente Itc aziendale?
Innanzitutto, a massimizzare il rendimento delle risorse ICT presenti in azienda. Poi, a ricercare i costi nascosti (presenti magari “apparentemente” in altri capitoli di spesa) e infine, a ridurre i costi complessivi della gestione ICT.
Obiettivi non secondari, specialmente quando è opportuno razionalizzare le risorse...
martedì 10 novembre 2009
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